David Collins (City University of London): “Un accordo resta possibile al di là del 31 dicembre”

La Brexit è vista con particolare atenzione anche da diversi esperti che stanno analizzando questo particolare processo e relative conseguenze sociali, economiche, politiche, che si registreranno negli anni futuri.

Tra questi c’è David Collins, docente alla City University of London di diritto internazionale dell’economia.

I negoziati sulla Brexit tra il Regno Unito e l’Unione Europea vanno avanti come previsto, nonostante il linguaggio provocatorio di “fine dei giochi”, “last minute” e “fino all’ultimo momento” – ammette Collins – che abbiamo visto nei media e che servono soltanto a drammatizzare la situazione nel vano tentativo di mantenere alto l’interesse del pubblico. I negoziati non si sarebbero mai potuti concludere prima della fine di dicembre – non è semplicemente così che funziona l’UE. Anche la fine dell’anno non è una vera e propria scadenza – non c’è motivo per cui non possa essere annunciato un accordo a gennaio o a febbraio (dopo qualche settimana di negoziati alle condizioni dell’OMC). Tuttavia, è molto probabile che venga concluso un accordo commerciale prima della fine del periodo di transizione.

Un mancato accordo non avrebbe molto senso dal punto di vista economico sia per l’una che per l’altra parte ed entrambi potranno affermare di essersi spinte il più lontano possibile. Un accordo di compromesso comporterà probabilmente la definizione di un quadro per il proseguimento dei negoziati tramite speciali comitati che dibatteranno su questioni delicate, come l’allineamento normativo e i servizi. La questione degli aiuti di Stato sarà risolta attraverso un meccanismo di notifica e di arbitrato – verosimilmente, sarà istituito un capitolo rinforzato sui sussidi (come previsto dalle regole dell’OMC), come io e altri esperti del tema abbiamo sostenuto mesi fa.

La pesca sarà probabilmente affrontata grazie a una riduzione graduale delle quote, iniziando con riduzioni più modeste il primo anno. Mi aspetto di vedere un testo definitivo negli ultimi giorni prima della fine dell’anno, forse con anche una breve estensione dell’ultimo minuto del periodo di transizione per consentirne la ratifica tramite i parlamenti.

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