Il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano: “La Brexit può essere un’opportunità per l’Italia”

“Immagino principalmente tre vettori per i prossimi anni di sviluppo del nostro continente ovvero l’economia digitale, le alte tecnologie e la diffusione delle energie rinnovabili. Nello scenario post Brexit l’Italia, seconda manifattura europea e realtà all’avanguardia in questi campi, vuole giocare la partita da protagonista, e per poterlo fare ha bisogno di instaurare un dialogo di alto livello con il governo tedesco, che negli ultimi anni – anche per colpa dell’inerzia italiana – ha rappresentato insieme alla Francia il motore delle iniziative industriali comuni più strategiche e innovative”.

Così il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano, in un’intervista ad Affaritaliani, a proposito della sua missione a Berlino. “L’Europa – aggiunge – ha bisogno di riaffermare il suo ruolo di potenza economica del futuro per poter giocare ad armi pari con gli alleati americani e la Cina. Per questo, da tempo, vengono lanciati Progetti europei di interesse comune (i cosiddetti Ipcei) che, se approvati dalla Commissione, consentono ai singoli Stati di erogare aiuti alle imprese per lo sviluppo congiunto di singole filiere e settori industriali strategici. Ciò è già avvenuto con le batterie elettriche e i microchip, e nei prossimi mesi avverrà con idrogeno, connettività 5G/6G, cloud e infrastrutture dati”.

“Chiaramente, considerato anche che due terzi dei fondi a valere sul Recovery Fund dovranno essere destinati alla transizione digitale ed ecologica, l’Italia deve essere centrale e orientare questi processi, in quanto essi ne definiranno il volto futuro. Orientare significa partecipare alla creazione e crescita dei futuri campioni industriali continentali, all’elaborazione degli standard tecnici, alla scelta di soluzioni vantaggiose per il nostro sistema Paese. Proprio di questo abbiamo parlato con il ministero dell’Economia tedesco, e loro sono stati ben lieti di sostenere la partecipazione di istituzioni e imprese italiane a queste iniziative, che renderanno l’Europa del futuro padrona della propria sovranità tecnologica, digitale ed energetica. Parlando di idrogeno, ad esempio, condividiamo che esso debba essere verde (da energie rinnovabili), e che vi sia piena complementarietà tra il ruolo dell’Italia, leader tecnologico e ponte infrastrutturale tra Europa e Nord Africa, e quello della Germania, volano del mercato energetico centro-europeo”.